Pakylandia

Il paradiso della gente menomata e i Nerds in calore!

Il metodo di studio

Prima di cominciare è bene fare una premessa su quelle che sono le mie abitudine in sessione d’esame. Per alleviare lo stress sono solito studiare circondato di persone con cui scambiare battute idiota e verificare i risultati dei nostri esercizi. E’ obbligatoria, ogni ora e un quarto, una pausa-kebab/caffettino che rialimenti il cervello con la sottomarca di caffè gentilmente erogata dalle macchinette del poli e soddisfi il mio millenario bisogno di calorie con i grassi insaturi di una bella porzione di carne turca dalla dubbia igiene e provenienza. 

Ora, che i miei metodi possano sembrare pittoreschi, ci sta tutto. Ma è pratica abbastanza comune nelle aule studio del Politecnico il tenere il tono della voce a quel volume nè troppo alto da arrecare disturbo nè troppo basso da provocare ansia da ospedale. Dopotutto noi ingegneri siamo una brutta razza e quasi tutti tendiamo a borbottare e ridacchiare mentre “studiamo”. 

Essendo stato da poco ammesso al collegio Einaudi decisi, per la prima volta, di provare a studiare nella biblioteca del mio collegio.

Mai avrei immaginato le cose strane e misteriose che di lì a poco sarebbero accadute. 

Chiamai il mio amico Gian perchè “chi studia solo, muore solo”.

"Ehy Gian! Andiamo in aula studio a fare esercizi di analisi 2?"

"Bella Paky, il pc lo porto io o tu?"

"Portalo tu io porto da mangiare"

Entrammo in biblioteca e fummo avvolti da un silenzio tombale, ansiogeno e imbarazzante. 

La bibliotecaria mi si avvicinò sorridendo e sussurrò:

«Mi può lasciare un documento?»

«Ma certo signorina!»

«SHHHHHH!» rispose un tipo col cappellino dalle retrovie. Mapporc..

Trovammo posto in un ampio tavolo in mogano. Accanto a me, una biondina graziosa tutta immersa nel suo da farsi. 

Oggetti sul tavolo della biondina: 

-16 chili e settecento di libri pesanti e polverosi

-2 alla 32 evidenziatori di colorazioni così variegate da ricoprire l’intere gamma cromatica RGB.

-12 quaderni di appunti in bella calligrafia organizzati in paragrafi

-3 penne di colore diverso: una per i titoli, una per i sottotitoli e una i testi. 

Oggetti sul tavolo di Pakyno: 

- Un fascicoletto di dieci/docici pagine contenenti slides stampate a scrocco da qualche povero malcapitato

- Un block notes senza copertina per gli esercizi, con tanto di disegni di peni ai bordi gentilmente offerti dai suoi compagni di studio

- Una penna rubata dell’Holiday Inn 

- Uno smartphone con 10 giga di musica classica impostato per ripetere le stesse 3 canzoni fino allo svenimento

- Cuffie Creative da 50 euro irrimediabilmente intrecciate

- Un pacco da 200gr di patatine grigliate della peggior sottomarca “Pai” acquistate in offerta da Eurospin.

Mi feci forza e mi addentrai in un pericolosissimo calcolo di un’antitrasformata di Laplace di due righe e mezza.

«Gian, ho dimenticato la calcolatrice, non è che potr..»

«SHHHHHH!» fece il solito tizio col cappellino.

Mapporcadiquell… 

Ripresi a studiare rabbioso e mi infilai le cuffie per costringermi a non distrarmi. Passò un quarto d’ora e tutto preso nei miei calcoli e nella mia musica non mi accorsi di ciò che le mie mani, quasi subconsciamente, stavano per fare. Strisciarono fino allo zaino, percorsero la zip fino alla sua apertura e sfilarono da lì il glorioso pacco di patatine. Senza accorgene lo aprii e me ne infilai una in bocca. 

CRANK. 

Quel suono rimbombò nell’aula come uno sparo in una cattedrale. 

Mi accorsi di avere addosso troppi sguardi. Un tipo in fondo al tavolo scuoteva la testa in segno di dissenso. 

«Gian, mi sento come se tutti mi stessero guard..»

«SHHHHHH!».

Mapporcadiquellavaccainfameboia

Mi alzai senza dire nulla, presi educamante i miei documenti e uscii dalla sala. 

Poi riaprii violentemente la porta:

«E cacciati quel cappello che sembri un ricchione!» SBAM! e sparii. 

Ennesimo primo giorno in palestra.

Normalmente i blog vengono abbandonati poco dopo essere stati aperti.

Questo perchè i blog sono, come tutto, una moda passeggera. Una goliardia momentanea che sparisce poco dopo esser stata pronunciata.

Come quando mi alzai dicendo “Mi iscrivo in palestra!”.

Lo faccio una volta ogni sei mesi, nulla di straordinatio. Ormai non ci crede più nessuno, nemmeno io. Ma questa volta sembrava essere la volta buona.

D’ora in poi per ragioni di qualità narrativa mi limiterò a parlare di me stesso in 3° persona.

"C’è una palestra proprio qui all’angolo" aveva detto Antonio, infilandosi in bocca una forchettata di spaghetti alla carbonara "magfari ftafera poffiamo andare federfe" disse mangiando alla velocità di 5 forchettate/secondo.

Armato di un’ormai nota buona volontà, Paky scese goffamente le scale e andò a chiedere informazioni. “Una piccola palestra in un angolo buio e gretto di Torino, sarà sicuramente economica” pensò beffardo.

-Buongiorno gentile signorina, vorrei delle informazioni riguardo i costi e gli orari di questa palestra… =) 

Mi passò il depliant con le informazioni e mi rispose sorridendo:

-Buongiorno a lei! Questa palestra è aperta da lunedì a sabato dalle 8:00 alle 22:00. Il costo d’abbonamento è di soli 80 euro mensili.

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Ditemi voi se non dovevo incazzarmi.

-Aspetti, ma lei è uno studente? -

-Sisi, studio al politecnico!

-Perfetto allora! C’è una promozione sotto i 25 anni!

Prese il depliant e corresse:

80 €  75€

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- Ah ecco.. Le farò sapere!

Uscii dalla palstra e diedi fuoco al bigliettino.

—- Giorno 2: Palestra del Centro Universitario Sportivo

Con cotale ardore Paky si diresse verso la palestra del Centro Universitario Sportivo, rinomata per i suoi prezzi modici.

Cus: 3 mesi —-> 95 euro

Musica per le mie orecchie :D.

Dovete sapere che per definizione lui non è proprio il tipo di ragazzo che normalmente frequenta le palestre, ma se da un lato la buona volontà lo spingeva a farsi coraggio, dall’altro la visione del tipo di fianco al buon Pakino nello spogliatoio gli fece rendere conto di ciò che realmente stavo compiendo:

Aspetto del tipo di fianco:

- Pelle abbronzata color mogano

- Pantaloncini neri totalmente aderenti

- Spalle da Germania

- Infradito Gialle

Aspetto di Paky:

- Pelle color cacio

- Pantaloni girati alle caviglie a “zompafosso”

- Petto da Geek of the Week

- Babbuccia della Defonseca

E quella fredda giornata di febbraio fu l’ultima volta nella mia vita che entrai in una palestra….

Ecco il video con cui mi sono presentato al Your Film Festival: 

Ho o non ho una faccia da schiaffi?

Manuale del Perfetto Grinch Parte 1

Ovvero: Frasi da pronunciare per farsi odiare dai propri Coinquilini parte 1.

1) Durante una serata con gli “amici” a casa vostra, vi viene sonno.

- Fuori da casa mia! Voi non siete miei amici !

2) I vostri “amici” vi chiedono di uscire con loro:

- Vi odio tutti, voglio stare da solo!

3) I vostri “amici” vi chiamano per una pizza e un film.

- Ma neanche in punto di morte! Piuttosto preferirei un cancro ai polmoni!

Ecco il video che ho girato per l’Avis. E voi che donatori siete?

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